martedì 2 aprile 2013

Siamo tutti servi della gleba


La settimana scorsa io e Nero abbiamo accettato l’invito del suo amico L. per una partitella a bowling.

Premessa: io ho un’adorazione per L., lo confesso. Saranno quei suoi modi retrò da bravo ragazzo, il fatto che mi ricorda Mike Patton da giovane (sempre siano lodati i Faith no More!), l’averlo visto col cuore in frantumi dopo la fine di una storia importante…Fatto sta che L. è in cima al ranking di gradimento degli amici di Nero.
Se non avessi un minimo di rispetto per la mia e per la sua dignità, starei sempre a dargli buffetti sulle guance, a mo’ di zia rompiballe.

“In quanti siamo stasera?” chiedo a Nero mentre mi preparo per uscire.
Nero: “Io, te, L. e una sua amica”
“…amica? Da quando L. ha la morosa?”  Faccio io stupita
“Non è la sua morosa, lei ha già il ragazzo ma sono in pausa…sono amici”.
Che ragazzo fantastico, mi sono detta. Ho anche pensato che se il tuo ragazzo ti tratta di schifo e hai la fortuna di avere un amico bellobuonoebravo come L., allora dovresti barattare il tuo ragazzo con l’amico.

Stretta di mano, presentazioni e classiche domande per rompere il ghiaccio e farla sentire parte del gruppo.

Mi sono bastati pochi minuti per capire.
Perché – parliamoci chiaro – tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati servi della gleba.
Tutti ci siamo buttati a pesce nel fiume dell’amicizia con la speranza che questo confluisse nello sconfinato mare dell’amore.
Peccato che nella mia personalissima esperienza, e in quella delle persone a me immediatamente vicine, nella maggior parte dei casi si finisce nella pozzanghera del “per me sei come una sorella/fratello” (solo i più “fortunati” passano allo status di “schiavi sessuali”).

Ci siamo tutti improvvisati contadini e abbiamo curato con amore e dedizione un orticello oramai arido, nell’attesa di goderne i succosi frutti (coi quali merli e pernici hanno lautamente banchettato al nostro posto)

Guardando L. armeggiare tra palle e birilli, ho capito che era fatta, che lui era già un naufrago disperso in balia di una tempesta d’amor-ormonale, che ci stava già sperando.

Gente, l’abbiamo perso.

…e io francamente un po’ ci spero che lui torni vincitore da questa missione.