martedì 26 marzo 2013

Immersioni d’ufficio


Curiosando su Wikipedia ho imparato che riuscire ad immergere completamente il proprio corpo in  un ambiente liquido è una caratteristica che l’essere umano condivide con pochi altri mammiferi.
Per muoversi sottacqua bisogna imparare a sfruttare sapientemente la resistenza che ci è offerta.

Secondo me sopravvivere sottacqua  non è molto diverso da sopravvivere in ufficio.
In sostanza, quello che ti aiuta a resistere in entrambi i casi è un bel respiro profondo.

Nell’ultimo mese e mezzo ho subito la mutazione da segretaria a “pesce d’ufficio”.
Ho imparato a vivere in riserva di ossigeno e a guardare il riflesso della mia vita (vera) in superficie, riaffiorando solo per poche decine di minuti.

Tutto quello che ho lasciato sulla terra ferma - nel frattempo - ha iniziato ad accumulare polvere e ad arrugginirsi, rivendicando la mia attenzione e le mie premure.
Le settimane si sono susseguite una dopo l’altra senza nemmeno darmi il tempo di realizzare che ieri era Natale e oggi è già primavera (sì, vabbè, basta non guardare fuori dalla finestra).

Ogni tanto poi mi rendo conto che se non ho le sembianze di una carpa, non posso pretendere di vivere come tale, che ho bisogno di aria e di terra da calpestare.

Riemergerò. Promesso.

4 commenti:

  1. Ci sto provando anche io a risorgere :)
    Bello sto post. Rende benissimo l'idea

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  2. eh sì ogni tanto buttala fuori questa'aria!!

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  3. ecco io ti aspetto a riva eh :)

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Ora che ho tolto il test di verifica è anche più semplice!