mercoledì 3 ottobre 2012

Quando un cellulare muore...(ovvero, come prosciugare il proprio conto corrente)


Lui se n’è andato.
Dopo sei anni insieme lui ha pensato di mollarmi sul più bello.

Mentre l’intero cosmo impazziva per il melafonino n.5, giovedì scorso il mio nokia d’annata ha deciso di spegnersi per sempre.
Nell’ultimo periodo aveva già iniziato a dare qualche avvisaglia del suo malessere: messaggi che non arrivavano, telefonate immaginarie, strani rumori nel cuore della notte e la batteria che si scaricava sempre più velocemente.
Lui mi guardava come per dirmi “Eh, ‘so vecchiotto!” e io lo stringevo forte nella mano come per rassicurarlo “Non ti preoccupare, non c’avrai internet e non sai nemmeno cosa sono le app, ma il tuo sporco lavoro lo fai benissimo!”.
Solo il cielo sa quante volte è caduto rovinosamente al suolo e tutte le volte Il Cellulare ne è sempre uscito indenne.
E’ stato testimone di sei anni di gioia, tristezza, amore, disperazione, lavoro e amicizia.
Mi sono incazzata con lui perché non suonava mai oppure perché trillava troppo spesso.
Gli ho fatto scrivere e sentire cose che manco 007…
Sta di fatto che ha deciso di smettere di funzionare e io non c’ho potuto fare molto.

Non sono mai stata una tipa particolarmente tecnologica e tutto ciò che è innovativo un po’ mi spaventa.
In particolare, temo come certi aggeggi troppo costosi e moderni finiscano per possederti e condizionarti (senza considerare la grande fonte di distrazione che rappresentano).
Chiariamoci, se uno ha soldi e tempo da investire, fa assolutamente bene a comprarsi qualsiasi cosa e nei suoi panni lo farei pure io.
Però per me il telefono serve per telefonare, la macchina fotografica per fare le foto, il computer per andare su internet e sono una feticista del libro stampato.
Inoltre, come i miei nonni mi hanno insegnato, le cose si aggiustano e non si buttano appena si rompono (e forse per questo finisco per affezionarmi a ninnoli e aggeggi totalmente inutili ma che “guai a chi me li tocca!”)

Eppure, maledetta me, ho ceduto! Da sabato possiedo uno smartphone e sono stata fagocitata in un girone infernale di apps e download dati.
Quando dico che gli oggetti che possiedi possono finire col possederti, non mento. E l’ho provato sulla mia pelle.
Questa è stata la mia giornata di sabato:
  • ore 14.30 acquisto smartphone
  • ore 15.30 arrivo a casa e assemblaggio smartphone
  • dalle ore 16 alle ore 20 studio e configurazione dello smarphone
  • Alle 20.30 il Principe Nero (mentre sto incazzandomi col call center del mio gestore telefonico) mi ricorda che devo mangiare.
  • Alle 21 cena fuori con Nero: durante tutto il tragitto in auto e mentre addentavo il mio filetto al sangue, continue telefonate al gestore e smanettamento del telefono per installare la maledetta connessione wap (che chi ha inventato sti nomi, deve avere seri problemi di autostima).


Usciti dal parcheggio del ristorante, Nero – tenendomi per un braccio perché troppo impegnata a sditazzare il mio intelligentissimo cellulare – serafico mi dice “Bene Eli, ora puoi anche abbracciarmi e ringraziarmi per la cena che ti ho offerto!”.
Nel giro di un secondo mi sono sentita la più grande stronza dell’universo: non solo non l’ho degnato della benché minima attenzione per tutto il pomeriggio e serata, ma per tutto questo lasso di tempo lui non ha fatto altro che stare ad ascoltarmi lanciare improperi a destra e sinistra.
Senza contare che non ho minimamente gustato la mia cena e che non mi sono nemmeno accorta che lui aveva pagato il conto! Probabilmente, mentre lui estraeva il portafoglio dalla tasca, io stavo vagando come una deficiente per il parcheggio con lo sguardo fisso sul super-telefono, rischiando di essere investita dalle auto che facevano manovra.
Devo averlo guardato come un’ebete per cinque lunghissimi secondi, nei quali anche i peli del mio naso devono essersi sentiti colpevoli.
Ho riposto il telefono in borsa e abbracciandolo gli ho chiesto scusa e l’ho ringraziato per quel filetto che è finito nella mia pancia non si sa come.

Durante il tragitto verso casa il telefono trilla: è una notifica da parte di Silvia.
Illuminandomi d’immenso, prendo in mano il telefono ed esclamo “Guarda!! Ora io e Silvia potremmo scriverci G-R-A-T-I-S!! Ah, che figata questo telefono!”
Lui, calmo “Bene, si sta verificando quello che temevo…”
“Ahahahah, sai che mi ha scritto Silvia? Che ora con questo coso finiremo per raccontarci anche quante volte andiamo in bagno!”
Lui, ancora più calmo “E’ proprio questo che temevo…”

Ps. Una menzione d’onore in questo post la merita anche il mio bancomat, che per tutto il tragitto reparto telefonia-cassa-casa non ha fatto altro che continuare a fissarmi con sguardo di disapprovazione e che dopo la strisciata nel POS si è alleggerito di ben 400 eurini.
Ti voglio bene e so che mi capisci: non sono una tipa da spese folli ma ogni tanto posso perdere la testa pure io. Almeno tu però cerca di non abbandonarmi mai.
MAI!!
E’ un ordine coso!

R.I.P. Il Cellulare

8 commenti:

  1. Nuooo è sempre triste quando muore un cellulare.
    Perciò un ricordo al vecchio. Insegna agli angeli a mandare gli sms ed a mettere il vivavoce vecchio nokia! :'(

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  2. l'importante è continuare a chiamare "coso" le cose...(nice here!)

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  3. Ahauah mi fai morire, penso che anche io avrei fatto la tua stessa cosa, uscendomene completamente di testa, mi rispecchio cosi' bene nella tua descrizione ;) anche se promette bene questo nuovo smartphone.

    A prestissimo

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    1. Ho visto il mio nuovo cellulare fare cose che voi umani nemmeno immaginate...... :-D

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  4. come ti capisco! Io avevo un classico nokia e ora ho un samsung. Ci divento matta e un po' maledico la scelta fatta. Ho speso molto meno, ho fatto il contratto con la tim che durera' per 2 anni. Crea dipendenza, sono d'accordo con te. Ecco perche' non ho l'IPAD o l'IPHONE, poi non mi staccherei piu' devo stare lontano da questi marchingegni malefici!

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    1. Mi sa che siamo cadute entrambe nella stessa trappola Cri! per il momento, io e lo smartphone stiamo studiandoci a vicenda...ci guardiamo con diffidenza ma chissà che non possa nascere una storia d'amore...

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Ora che ho tolto il test di verifica è anche più semplice!