domenica 14 ottobre 2012

Metti un sabato sera con Alberto Angela…


Ieri mi sono finalmente decisa a portare il mio culone fuori casa per dedicarmi a un po’ di shopping.
Nell’ultimo anno, uno strano morbo deve avermi contagiata: provo un enorme senso di disagio ogni volta che entro in un negozio e devo provarmi un vestito. Non so perché ma mi pare che tutto mi stia male, di non trovare mai la taglia giusta e che qualsiasi cosa indossi, mi faccia sembrare una versione paffuta di Morticia della famiglia Addams (ma lei è super figa, io no!).
Vedo le ragazze attorno a me sempre perfette, con abiti che stanno loro benissimo, i capelli sempre in ordine, abbronzate e toniche…mi viene spontaneo chiedermi “ma come cavolo fanno?”
Come direbbe Anna dello Russo (consulente creativa di Vogue Giappone ndr) “I needed a fashion shower!”.
Così eccomi a fare risse nei camerini di un centro commerciale e tornare a casa con il portafoglio più leggero di una foglia di lattuga e una busta piena di vestiti nuovi.

Lo shopping è stato influenzato da quello che sarebbe dovuto essere il programma della serata: presenziare ad una festa di laurea di due amici di Nero, circondata da una marea di poco più che ventenni in piena tempesta ormonale.
Confesso di avere stretto delle buone amicizie con quasi tutti gli amici “ciovani” di Nero, ma con alcuni questo feeling non vuole proprio nascere.
Mi era già bastato passare due ore con loro durante una cena per capire che non sono nella cerchia delle persone con le quali sarei contenta di ritrovarmi su un’isola deserta.
Ma si sa, l’amore è compromesso e quindi mi sono comprata un tubino rosso in stile Mistress da sfoggiare per l’occasione.
Il messaggio che avrebbe dovuto lanciare era: fate una battuta sul fatto che ho quasi trentanni/provate a zoccologgiare col mio moroso e vi sfondo la colonna vertebrale con i miei tacchi 12. Peace&Love!

Per fortuna o purtroppo però, la lotta per accaparrarsi gli abiti di taglia L deve aver incrementato il mio mal di testa e ho preferito stare a casa a rilassarmi un po’.
Mi sono infilata sotto le coperte con un paio di dvd in mano, cercando di scegliere se ballare un tango con Marlon Brando o darmi alla disco con John Travolta.

Ho acceso la tv, pronta ad infilare il cd nel lettore e Alberto Angela è balzato fuori dallo schermo chiedendomi “Mademoiselle, vuole visitare Paris avec moi?”.
Come fai a dire di no ad uno che ti chiede di volare a Parigi comodamente in pigiama per farti vedere luoghi inaccessibili ai normali turisti? Ma soprattutto, come fai a dire no ad Alberto Angela? Uno che praticamente è una sorta di Wikipedia vivente: tu gli dai un colpetto sulla spalla e lui ti snocciola miliardi di informazioni e curiosità su qualsiasi argomento!
Per me i due Angela (Piero, il padre e Alberto, il figlio) sono mostri sacri, sono l’anello mancante tra l’uomo medio e Dio.
Trasudano charme e buone maniere, per non parlare del fatto che potrebbero rendere interessanti cose che normalmente odieresti (per esempio come approcciare in maniera pacifica gli amici ventenni del tuo moroso).
Insomma, se uno dei due mi dovesse invitare fuori a cena, accetterei senza esitazioni!
Tra l’altro, l’enorme stima per gli Angela, è una delle cose che io e Nero abbiamo in comune.

Mais oui!, ho risposto. Ho passato due ore a zonzo per Parigi insieme al bell’Alberto e devo confessare che non me ne sono assolutamente pentita. 
A la prochaine fois! 


Voglio “dedicare” questo post a Francesca - amica acquisita tramite Nero e che col tempo è diventata una mia cara confidente – ricordando il nostro pomeriggio da esploratrici tra gli scavi della Biblioteca Sala Borsa. A quando la prossima avventura?

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