lunedì 29 ottobre 2012

Col culo degli altri...


Nell’ultimo periodo ho volutamente deciso di non seguire telegiornali et similia.
La mia vita è già abbastanza caotica e non sento il bisogno di essere costantemente ragguagliata sull’andamento dello Spread o di prendere parte alle conversazioni da salotto dei programmi di approfondimento.

Una cosa però è riuscita ad attirare la mia attenzione: mi riferisco alla dichiarazione del Ministro del Walfare Elsa Fornero durante un convegno di Assolombarda.
La Fornero invita i giovani a non essere troppo choosy - schizzinosi – quando si tratta di lavoro. “Meglio accettare la prima offerta di lavoro che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno, perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale”, dice.

Effettivamente, penso io, mica ha tutti i torti: se uno sta ad aspettare che le cose gli cadano dal cielo, è molto più probabile che si prenda una tegola in testa piuttosto che i suoi sogni si realizzino.

Eppure c’era qualcosa in quella frase che mi infastidiva profondamente.
C’è un detto a Bologna, di sicuro politicamente scorretto ma molto veritiero, che recita “si è tutti busoni…col culo degli altri!”.
Parafrasando, la colorita espressione sta a sottintendere che è facile parlare o dare consigli su qualcosa se certe problematiche non ci toccano da vicino.

Il popolo di internet si è sbizzarrito nelle repliche all’affermazione della Fornero ed alcune di queste sono davvero esilaranti e tristemente geniali.
Non voglio generalizzare: è vero che ci sono giovani che se ne stanno a braccia conserte ad aspettare che arrivi “l’occasione perfetta” ma credo che questi siano una minoranza rispetto all’enorme esercito di giovani precari o disoccupati disposti a tutto pur di lavorare.

Quello che mi indigna nell’affermazione della Fornero è che il Ministro non considera un piccolo dettaglio: il mercato del lavoro è in crisi.
In crisi sotto molti aspetti. Pratici e soprattutto etici.
In primis, di lavoro ce n’è poco. Le aziende sono in ginocchio, non si assume e non si investe.
Chi ha un lavoro (specialmente se “fisso”) se lo tiene stretto anche se gli fa schifo e anche se voleva fare altro nella vita.

Il mercato del lavoro è in crisi perché siamo un paese dove il termine “meritocrazia” non esiste più nemmeno sul vocabolario. Come si può non condividere l’incazzatura di uno/a che passa anni e anni sopra i libri o che si fa un mazzo tanto per imparare un mestiere e che si vede passare davanti “il figlio di/l’amico di/il parente di”? O che magari ci mette il triplo del tempo “ad arrivare” proprio perché senza sponsor alcuno? Come fa ad andare avanti un sistema dove chi lavora, è selezionato non per le sue competenze o capacità ma per raccomandazioni?
Mi sembra un po’ un cane che si morde la coda, no?

Si dice tanto “largo ai giovani” ma poi le vecchie leve si tengono stretta la poltrona su cui siedono.
Si chiede ai giovani di essere flessibili e di adattarsi ad un mondo del lavoro completamente cambiato rispetto a quello che conoscevano i nostri genitori. Peccato che il mondo intorno a noi sia spesso rigido e poco attento all’ascolto di nuove esigenze.

Senza parlare della serpe in seno che tutti abbiamo continuato a nutrire, ovvero l’idea che l’ascesa personale e il rispetto sociale si guadagnino soprattutto grazie alla professione che si esercita. Come se un lavoro potesse definire totalmente il nostro essere.


In sostanza la Ministra ha detto qualcosa di giusto: prima di dire che un lavoro o certe professioni fanno schifo o che non fanno per voi, provatele, mettetevi alla prova e traete le vostre conclusioni. Non bisogna giudicare il libro dalla copertina.
Ma l’esternazione della Fornero non tiene presente che per la stragrande maggioranza dei giovani (e meno giovani) la parola “lavoro” è come una ferita aperta che brucia ogni volta che qualcuno ci soffia sopra.
Certe affermazioni poi, fatte da persone che sembrano non avere certi problemi, fanno ancora più male.

Quando mi chiedono di descrivere la mia situazione lavorativa, uso sempre un’espressione: “Ho la data di scadenza. Come il latte.”
Tra un mese e mezzo scado e il pensiero di dover abbandonare un lavoro che mi piace tanto, mi rende profondamente infelice.

Sono forse troppo choosy se mi auguro di continuare a fare questo mestiere per tutta la vita?

Giusto per prenderla in ridere (sempre sia lodato chi ha inventato l’ironia e l’autoironia) e per chi se lo fosse perso, consiglio vivamente l’intervento di Crozza a Ballarò.



NB: ci tengo a sottolineare che l’espressione dialettale riportata, non è utilizzata in maniera discriminatoria e non vuole essere motivo di offesa per nessuno. E’ che spesso dove non arriva l’Accademia della Crusca (e le mie limitate capacità cognitive), arriva la saggezza popolare.

10 commenti:

  1. Dopo la laurea, mi ero iscritta ad una agenzia per il lavoro e la signorina che mi seguiva una volta mi disse molto carinamente che non sempre il lavoro della propria vita è quello che si sogna.. A volte si possono scoprire lavori molto interessanti che però non ci si era mai sognati di fare.. Come dici tu: bisogna provare! :)

    Forse, se la signora Fornero avesse dosato le parole in questo modo, non saremmo qui a parlarne..

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    1. Mi trovi perfettamente d'accordo: spesso accettando proposte all'inizio non proprio allettanti, si possono scoprire nuovi talenti lavorativi. Senza dimenticare che ogni esperienza aiuta ad accumulare nuove competenze!
      Va da se però che questo non significa sminuirsi o vendersi al migliore offerente: ogni lavoratore ha la sua dignità!

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    2. Ovvio che sì.. Anche se questo l'ho imparato dopo 3 mesi di stage non retribuiti.. :D

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  2. Quel detto lo conosco bene, l'ho sentito diverse volte quando vivevo a Bologna, adoratissima città...
    Hai detto tutto tu, io mi trovo perfettamente d'accordo...anche se ormai di gente schizzinosa ne vedo davvero poca in giro...io come i miei amici siamo laureati e disperati e sinceramente i sogni sono stati chiusi nel cassetto e si spera almeno di mantenersi...laureati con la puzza sotto il naso sono solo quelli che se lo possono permettere, che sanno ci sia qualcuno che gli darà "una mano"...ma per chi lotta da solo ormai vale tutto...e poi c'è una cosa che non sopporto, quando si pensa che siamo schizzinosi e che crediamo ci siano lavori degni e altri indegni...per me il lavoro ha avuto sempre dignità, qualsiasi professione o mestiere si faccia...e non credo di essere sola a pensarlo...

    ti seguo! ^^ a presto!

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    1. Oramai siamo tutti diventati esperti nell'arte del ridimensionare le nostre aspettative. Quello che mi rende triste è che è davvero brutto dover rinunciare ai propri sogni per mancanza di prospettive...il famigerato cassetto è un sacrosanto diritto!
      Buona serata! ;-)

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  3. Non si rendono conto che molto spesso la difficoltà sta proprio nel trovare un lavoro qualsiasi, ho molte amiche laureate che non trovano lavoro nel loro ambito di studio e sono nello stadio nel quale qualsiasi lavoro riescano a trovare lo prenderebbero. Il problema è, come hai anche detto tu, che siamo in crisi e che sui giovani non si investe piu' di tanto e si tende a stringere piu' che allargarsi.

    Comunque sia, hai proprio ragione, stiamo diventando esperti nel ridimensionare le nostre aspettative, mai parole sono state piu' veritiere.

    un abbbbbbraccione con tante b :)

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  4. io sono talmente poco schizzinosa che l'unico straccio di lavoro che avevo trovato l'ho perso perchè sono incinta... mooolto choosy no? ;)

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    1. .....No comment! Quando sento queste cose mi vengono i nervi!!
      Mi spiace moltissimo per quello che ti è accaduto. Incrocio le dita per te! Un abbraccio a te e al tuo/a piccolina/a!

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  5. Mi dico e mi ripeto spesso che prima o poi le cose cambieranno, che prima o poi trovare o cercare un lavoro non sembrerà come andarsi a comprare un gratta e vinci e sperare di vincere e che ci sarà un giorno nel quale non dovremo adattarci, dove fare cio' che si ama non sia questa grande utopia.

    In ogni modo, ti mando un abbraccio :)

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    1. Speriamo davvero! L'importante è non rassegnarsi mai alle ingiustizie e combattere per ciò in cui si crede...anche a costo di fare la figura dei pazzi!

      Un abbraccio anche a te! :)

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