martedì 11 settembre 2012

Nessuna vergogna!


Il mondo – a mio parere – si divide in 3 categorie:
  •       I Verticali – ovvero - quelli che cadono sempre in piedi;
  •        i Senza Vergogna;
  •    i Comuni Mortali.


I Verticali (Quelli che Cadono sempre in Piedi) sono i Chuck Norris del Karma: non li freghi, loro avranno sempre la meglio su tutto. Sono perfetti ed è come se fossero circondati da un’aura mistica.
Sono pochi coloro che possono vantarsi di appartenere a questa categoria.
Davanti a loro, una come me ha la stessa faccia del ragionier Fantozzi davanti al Megadirettore.

Anche se certi giorni mi sembra il contrario, sono convinta che la terza categoria sia quella più numerosa.
Per intenderci, i Comuni Mortali sono (in ordine sparso):
  •        quelli che dopo appena 5 secondi si sono già dimenticati il nome di qualcuno (in generale potrei affermare che più è importante per loro ricordarlo, più velocemente se lo saranno dimenticato);
  •       quelli che indossano i calzini spaiati almeno una volta alla settimana;
  •        quelli che hanno un tale bisogno di affetto da dover abbracciare frequentemente un palo, un lampione, una portafinestra, una porta scorrevole ma anche il triste e solo asfalto dei marciapiedi e delle strade;
  •       quelli che hanno uno scarso senso dell’equilibrio;
  •       quelli che il filtro bocca/cervello non ha passato la revisione da almeno 15 anni;
  •      quelli che mentre si lamentano/sparlano/insultano qualcuno, non si accorgono che quel qualcuno è a due metri esatti da loro (e non ha problemi di udito).


I Senza Vergogna sono quelli che, come si dice dalle mie parti, “vanno a culo col mondo”.
Sono quelle persone che vivono in un profondo stato di serenità interiore.
Sono fatalisti: se una cosa deve andare fatta bene, andrà bene. Altrimenti, amen!
Hanno l’incredibile capacità di ridere delle sfortune e di “farsene una ragione”.

Questa mattina sono salita sul solito autobus delle 7.00.
Chi si sveglia all’alba per prendere un mezzo pubblico ha un misto di tristezza/sonnolenza/incazzatura stampato in faccia e raramente sprizza simpatia e vitalità da tutti i pori (in questo caso vi trovate al cospetto di un Verticale).
L’autobus procede lento per il suo percorso quando una signora con addosso dei pantaloni molto rosa (ricordo questo particolare perché prima delle 9.00 i colori sgargianti mi abbagliano) si alza in piedi per avvicinarsi all’obliteratrice.
Il conducente frena bruscamente e la signora dai pantaloni molto rosa improvvisa una serie bracciate stile libero in aria che temevo l’avrebbero condotta dritta dritta sul parabrezza.
Ora, qualsiasi persona al suo posto si sarebbe tinta in faccia dello stesso colore dei suoi pantaloni maledicendo magari l’autista, ma lei no.
Ritrovato l’equilibrio le si è stampato in faccia un sorriso contagioso che sembrava dire “ma guarda che simpatica canaglia che sono! Stavo per schiantarmi contro un vetro dell’autobus…e allora? Chissenefrega! La cosa è esilarante e io ci rido su!” e mezzo autobus ha sorriso con lei, anziché ridere di lei.

Questa donna si è guadagnata la mia stima in pochi secondi: mi ha fatto capire che spesso sono le mie paranoie, il terrore di essere guardata e giudicata a farmi vivere male.
Ma soprattutto, la simpatica signora dai pantaloni molto rosa mi ha ricordato che nessuno – e sottolineo nessuno – è immune alla legge di gravità.
Pertanto è molto probabile che ognuno di noi finisca col sedere per terra svariate volte nel corso della sua vita e la differenza tra una caduta e l’altra non dipenderà da quanto perpendicolari saremo al suolo in quel momento, ma da quanto saremo in grado di ridere del nostro scivolone.

2 commenti:

  1. Io ADORO quando una cosa del genere diventa metafora di vita. Viva i pantaloni rosa!

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Ora che ho tolto il test di verifica è anche più semplice!