martedì 4 settembre 2012

La doccia fredda


Devo decidere. Ho ancora una decina di giorni per capire che fare della mia vita.
Lavoro precario (ma molto gratificante) o lavoro stabile (ma frustrante e contropperesponsabilitàperquellocheguadagnerei)?

Capita poi di ritrovarsi in conversazioni al limite del surreale mentre tu ti stai logorando per compiere la scelta giusta.
IO: “Non so cosa fare…che faresti tu al mio posto?”
LUI: “Seguirei le mi inclinazioni…faresti una cosa che ti schifa per tutta la vita?”
IO: “Se servisse ad essere felice sì…se è utile a NOI sì…”
LUI: “Riusciresti ad essere felice facendo una cosa che ti schifa?”
(Echeccazzo, sei diventato uno psicologo adesso??)
IO: “Probabilmente no ma me la farei andare bene…so adattarmi io!”
LUI: “Io credo che uno debba impegnarsi per riuscire a fare ciò che gli piace…a dicembre ti scade il contratto? Ti vogliono rinnovare di un altro anno, giusto? Perché non provi a rimanere nel tuo ufficio a vedere quello che succede…sarebbero degli idioti a lasciarti andare via!”
IO: “E se poi non mi rinnovano? Che faccio se non mi rinnovano? Sono donna, ho quasi trentanni, ho il ragazzo…per uno delle risorse umane ho scritto in fronte: ATTENZIONE, PERICOLO! NON ASSUMERE!”
LUI: “Sì, ma se la gente continua a dargliela vinta a questi qua le cose non cambieranno mai! Il punto comunque è un altro: cosa vuoi fare nella tua vita?”
(Merda, merda, merda!!)
IO: “Continuare a fare il mio lavoro, crescere nel mio settore…questa è una bella prospettiva per me. Però penso anche che voglio comprare casa…con te intendo…tu non vorresti che andassimo a vivere insieme?
LUI: “Sì, ma c’è tempo…io devo ancora fare un po’ di cose prima di andare a convivere.”
IO: “Cioè?”
LUI: “…devo comprarmi la moto nuova! Diamoci almeno cinque anni di tempo!”
(Nota: sto ancora cercando di raccattare la mia mandibola, caduta in qualche buco nero sotto il letto)

Ed ecco che mentre tu sei pronta a lasciare il nido familiare e lanciarti nel vuoto per provare l’ebbrezza di accollarti un mutuo trentennale, lui vuole comprasi la moto e ti chiede di pazientare cinque anni…
E allora ti chiedi: perché cavolo devo rinunciare alla mia realizzazione lavorativa (seppur costellata da mille ostacoli)? Perché devo scegliere adesso se lui invece si dà tempo? Perché la mia serenità deve valere meno di una cacchio di moto?
Mi immagino a 33 anni con gli scatoloni già fatti, mentre aspetto di andare a scegliere il divano Ikea e lui che mi dice: “Scusa, che aspetteresti un altro paio di mesi che voglio comprarmi la pleistessscion?”
Forse avrei dovuto mettere in conto le differenti tempistiche quando mi sono innamorata di un ragazzo più giovane...ma si sa, non brillo di certo di lungimiranza!

...che poi, con tutti i soldi che la paghi sta moto, solo due ruote ti danno?

1 commento:

  1. Scusami, con questo commento mi intrometto nelle tue scelte, io penso, nella mia immensa ingenuità che sia giusto scegliere qualcosa che ci piaccia.

    Quest'estate ho incontrato un ragazzo che, alla fine del suo dottorato, mi ha detto di essere felice di tutto quello che ha fatto perchè ha svolto un lavoro che lo ha reso felice e che rifarebbe la scelta mille volte -nonostante la precarietà attuale-, ha fatto venir voglia anche a me di buttarmi e scegliere cio' che mi fa sentire meglio, che io poi sono un'eterna ottimista.

    Un abbraccio

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Ora che ho tolto il test di verifica è anche più semplice!